Oggi a Roma: giovani e precari in cerca di futuro.

E’ stata la voglia di stare insieme, nel tentativo quasi disperato, non solo  di far sentire la propria voce, ma anche di allontanare  l’ansia e la paura che sembrano più forti e insidiose quando si sta da soli. E così, nonostante   quel disperato 14 novembre, con il ricordo  dei caschi integrali  e delle cariche della polizia, oggi la gente a Roma, è tornata a riunirsi e a manifestare.  Tanti i motivi e un solo comune denominatore: riprendersi la vita! Questo è quello che  a chiare note ha detto il corteo, non autorizzato, di precari  e  studenti delle scuole medie, che si è mosso da Piramide per arrivare in centro. Questo è anche il leit motiv del cortei dei Cobas,  che si battono per i docenti “precari” che,       nel limbo infinito in cui si consuma la loro vita, non possono  investire in nessun futuro, anche perché, forse, quel futuro, è già diventato  passato. Dalla Sapienza, invece, si sono mossi gli universitari, che,  arrivati  sulla soglia  del mondo del lavoro, si  sono accorti che qualcuno ha sbarrato le porte, senza aspettarli. Per questo, tutti ce l’hanno con l’austerità e col Governo che di volta in volta li chiama bamboccioni, sfigati e choosy. Tutti  i cortei dovrebbero convergere   in Centro, attorno a Piazza Venezia, ma poi ci ripensano  e si fermano a Piazza Vittorio: di lì dovrebbe passare il 4° corteo, quello dell’estrema destra di Casapound. E così in un momento di raptus e di improvviso transfert, quelli di Destra, di sicuro perché più tangibili e  a portata di mano, diventano, in questo mite pomeriggio autunnale, il nemico da combattere e contro il quale sfogare odio e disperazione. Anche quelli di Casapound, di sicuro, stanno pensando la stessa cosa. Ma lo scontro non ci sarà. ll 4° corteo viene deviato. Ora è in Prati, a Piazza Mazzini e di lì grida le sue invettive contro  i tagli alla scuola e alla sanità, contro le banche e la plutocrazia. Discorsi quasi identici a quelli fatti da chi  li sta  ancora aspettando all’Esquilino…Le fonti ufficiali domani diranno che la giornata si è svolta senza incidenti e che  tutti hanno dimostrato un grande senso civico.  Ma nessuno si preoccuperà di sapere quanta rabbia e quanto malessere ci siano stati nel cuore di tutti i partecipanti.

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2 commenti

  1. What are they protesting? Cuts in pay, job security or better education?

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