Sul surf fino al nono mese di gravidanza: il video di Kristi

surfing-pregnant-tuttacronacaKristi Olivares non è riuscita a rinunciare alla sua grande passione, il surf, neanche dopo aver scoperto di essere incinta e, anzi, ha pensato di portare il nascituro sulle onde con lei. Mese dopo mese, e fino a pochi giorni prima del parto, Kristi non solo ha surfato ma si è anche filmata e ha condiviso la sua esperienza in un blog. Ovviamente non sono mancate le critiche, con diversi utenti che l’hanno attaccata e accusata di essere incosciente e incurante del bimbo in grembo che avrebbe potuto subire delle lesioni in caso di incidenti in acqua. Tante sono state però le donne che hanno apprezzato la sua forza e l’hanno stimata per la tenacia mostrandole solidarietà e ammirazione.

Donna incinta precipita dal terzo piano: è in fin di vita

ospedale-battipaglia-tuttacronacaE’ precipitata dal terzo piano, impattando violentemente al suolo dopo un volo di almeno 15 metri una donna, straniera e incinta, che ora si trova in fin di vita all’ospedale di Battipaglia, in provincia di Salerno, dov’è arrivata trasportata dai sanitari del 118. Sull’episodio, avvenuto in pieno centro, in via Sabotino, indagano gli agenti del commissariato di polizia di Battipaglia, diretti dal vicequestore aggiunto Antonio Maione. A dare l’allarme sono stati alcuni passanti, che hanno fatto giungere i sanitari e la polizia. Per il momento non è stato accertato se la donna ha tentato di suicidarsi o se è stata spinta da qualcuno ed precipitata.

Shock ad Avellino, bimbo di due anni vive sotto il ponte, mamma incinta

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Un’intera famiglia è stata scoperta dalla polizia municipale di Salerno che aveva il compito di sgomberare il ponte del fiume Irno, nei pressi del parco Pinocchio, a due passi dal centro di Avellino. Un bimbo di due anni, con il fratello di 17, la madre incinta e il padre vivevano tra escrementi e sporcizia. La famiglia romena ritrovata sotto il ponte ha fatto immediatamente scattare  i servizi sociali che ora dovranno prendersi cura del bambino. Il blitz si era reso necessario per l’ingrossamento del fiume Irno. Se non ci fosse stato pericolo di alluvione forse il bambino sarebbe rimasto a vivere in condizioni igieniche precarie e al freddo e al gelo.

Orrore in diretta videochat: aggredita davanti agli occhi del marito

Rachel-Poole-tuttacronacaIl marito che assiste quasi impotente all’aggressione della moglie, al nono mese di gravidanza, in diretta Facetime. E’ quanto accuduto due giorni fa a El Paso, in Texas. Quel giorno la 31enne Rachel Poole avrebbe dovuto ricevere la visita del 19enne Bernard Moss, militare di stanza nella base di Fort Bliss, che le doveva una somma, imprecisata, di denaro. Ma quando il giovane è giunto all’abitazione, non trovandola, si è nascosto all’interno. La donna, rientrata, ha fatto una telechiamata al marito, Justin Pele Poole, in servizio lontano dalla base. E proprio mentre era in diretta con lui nella testa di Moss scatta qualcosa: la raggiunge alle spalle e l’aggredisce prendendola a calci e pugni. La donna però non perde tempo a reagire: riconosce l’aggressore e ne urla il nome al telefono, mettendolo in fuga. Subito dopo chiama il 911 mentre il marito allerta i commilitoni della base di Fort Bliss per neutralizzarlo. Rachel viene trasportata dì’urgenza all’ospedale e qui è nata la piccola Isabelle, mentre la madre è ancora ricoverata con il viso segnato da percosse e diverse fratture. Il marito posta quel volto distrutto su Facebook e ringrazia tutti coloro che gli sono stati vicini in queste ore difficili. Nel frattempo Corey Bernard Moss è sstato arrestato e accusato di tentato omicidio. La cauzione fissata in 60mila dollari.
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Shock a Milano: 28enne investe e uccide donna incinta, grave il figlio di 4 anni

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Un 28enne questa sera a Milano in viale Famagosta ha travolto e ucciso una donna incinta. Inutile il cesareo d’urgenza operato dai medici: la donna è morta insieme alla bimba. Grave anche il figlio di 4 anni ritrovato poco dopo sotto un guard-rail. Il giovane si è immediatamente fermato per i primi soccorsi, ma purtroppo il colpo è stato fatale.

Aggiornamento 20 ottobre 2013, ore 22.40: Morto anche il bambino di 4 anni.

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Shock Siria: spari su donne incinte, colpito il cranio del bimbo nella pancia

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«Se uccidono il feto senza ammazzare la madre vincono un pacchetto di sigarette» queste le terribili parole del dottor Nott, un chirurgo vascolare al Chelsea and Westminster Hospital di Londra, che è stato in Siria per prestare aiuto alle persone vittime degli scontri di guerra. Secondo il racconto del medico infatti i cecchini per “allenarsi” prendono di mira indifese donne incinte che passano per strada.

«Ho visto con orrore molte donne in questo stato. I cecchini prendono di mira quelle in stato più avanzato di gravidanza. Generalmente riusciamo a salvare le mamme che sopravvivono nella disperazione»

Il Mail Online ha diffuso anche un’immagine in cui si vede la radiologia di una donna incinta, il cui bimbo è stato centrato alla testa attraverso un proiettile che ha trapassato la pancia della mamma.

La violenza domestica si racconta su Facebook, ma non si denuncia

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E’ preoccupante che molte donne scelgano sempre più spesso la denuncia su Facebook e non una denuncia alla polizia. Si preferisce la condanna sociale a quella legale? Si è persa la fiducia nelle istituzioni? Si ha paura dell’iter procedurale? E’ più facile postare una foto in rete che uscire e andare in una caserma dei carabinieri? I motivi possono essere molti, ma il fenomeno è sicuramente in aumento così che anche l’ultima storia di violenza domestica venuta alla luce ha trovato spazio su Facebook. Lei è una donna incinta che al sesto mese di gravidanza è stata picchiata dal suo compagno davanti ai due figli più piccoli così ha postato la sua foto su Facebook con la didascalia  “Adesso basta, sono sei anni che sopporto. Ti denuncio”. Ma la denuncia non è arrivata. Forse pressata anche dalla famiglia, forse non ha trovato il coraggio di andare fino in fondo e alla fine anche il post e la foto sono stati rimossi. La storia la racconta la Nuova Sardegna:

Lei è incinta e ha due figli piccoli che hanno visto il papà picchiare la mamma con il pancione. I bambini sono abituati alle botte e alle urla. A casa della coppia sono arrivati i parenti più stretti e qualche amico di famiglia. Qualcuno ha chiamato l’ambulanza. Gli operatori sanitari hanno fatto domande pressanti sulla natura di quelle lesioni. A parte loro, che lo intuivano, tutte le altre persone presenti sapevano bene chi aveva provocato quei segni. Ma nessuno ha fatto niente, nessuno ha denunciato. Eppure, potevano farlo.

Questa è una storia “ordinaria” di violenza sulle donne. Una storia che di solito non finisce nelle cronache dei giornali perché si consuma nel privato delle mura domestiche fino a quando, come è successo a Villacidro e altre 112 volte in Italia dall’inizio dell’anno, un uomo non uccide una donna.

La truffa delle madri surrogate: dall’Ucraina a Crema

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Una coppia cremaschi rischia fino a 15 anni di carcere per sottrazione di minore. Tutto inizia quando i coniugi decidono di recarsi in Ucraina per avere un figlio affittando, a 30 mila euro, l’utero di una madre surrogata. Il marito dona il seme ma quando nasce il bambino, attraverso il Dna, si scopre che non è il figlio dell’uomo. In precedenza marito e moglie avevano però utilizzato documenti falsi per tentare di far registrare a loro nome il figlio nato in Ucraina. Ma in Italia la registrazione è stata rifiutata e ora il piccolo è stato affidato a una casa famiglia. I genitori sono sotto processo. Questo però non è un caso isolato come spiega Cecilia Rizzica, l’avvocato che segue la vicenda:

“…ce ne sono 3mila ogni anno in tutta l’Unione europea e prima di entrare nelle aule di giustizia sarebbe opportuno che fosse la politica a dare delle risposte. L’esame del Dna  è stato fatto non in nostra presenza e non sappiamo dove sia il piccolo. Se fossimo di fronte a quanto affermato, il nostro assistito sarebbe però vittima di una colossale truffa. Ha pagato 30mila euro per una maternità surrogata. Ci viene da domandare quante coppie stanno allevando un figlio che non è loro”.
Inoltre i documenti consegnati dalla clinica ucraina dove il piccolo è nato, sono autentici solo che non sono riconosciuti in Italia dove non è previsto l’utilizzo di un parto da madre surrogata.
Secondo il legale  Giovanni Passoni si tratta di una vicenda assurda sulla quale dovrebbe intervenire il tribunale internazionale dell’Aia”.
La coppia che sembra vittima semmai di una truffa ora è sotto processo… la politica è assente e non dà risposte. L’Italia ancora una volta tarda ad adeguarsi alle nuove modalità che permettono di diventare genitori.

Una donna incinta è stata aggredita con l’acido.

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Una donna incinta di 32 anni è stata aggredita e colpita al viso con dell’acido da un uomo ancora non identificato, mentre stava andando a fare degli esami per la gravidanza all’ospedale di Cuggiono, nel Milanese. L’aggressione è avvenuta alle 8.30. La vittima, al secondo mese di gravidanza, era appena scesa dalla sua auto e stava entrando in ospedale per i controlli di routine, quando è stata raggiunta da un uomo a bordo di un scooter.

L’aggressore le ha scagliato contro il contenuto di una bottiglietta di vetro, che ha raggiunto la vittima al volto e ha colpito anche l’occhio sinistro. Per fortuna la 32enne si è accorta di quanto stava accadendo ed è riuscita a evitare di essere investita in pieno dall’acido contenuto nella bottiglietta. Subito soccorsa, è stata dimessa nel pomeriggio. Le sue condizioni sono meno gravi del previsto: al momento delle dimissioni nel bollettino medico si prescrivono 20 giorni di prognosi.

I  carabinieri di Legnano, guidati dal capitano Michela Pagliara, hanno visionato i filmati a circuito chiuso dell’ospedale e ascoltato il racconto della donna. E soprattutto hanno cercato di ricostruire i legami della vittima per individuare l’autore del gesto. Sembra che la 32enne non abbia saputo spiegare per quale motivo sia diventata un bersaglio, né tantomeno abbia fornito indicazioni sull’autore dell’aggressione.

Parla la donna incinta ferita nella sparatoria di Palazzo Chigi

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Si è trovata fianco a fianco con un attentatore. E’ ancora sconvolta Marina Stolfi, che insieme al marito, Andrea erano usciti a fare una passeggiata sotto il sole di Roma. Quando sono partiti gli spari, Marina,  incinta al quarto mese di gravidanza, stavano camminando tranquillamente con il loro figlio nel passeggino. Intanto la polizia stava transennando la piazza per l’arrivo dei ministri e a quel punto la famiglia Stolfi si è trovata accanto a Luigi Preiti che ha iniziato a sparare. Cinque,sei, sette colpi e l’universo è cambiato. Urla e sangue. Andrea, 39 anni, cerca di mettere a riparo suo figlio, portando il passeggino, dietro la guardiola, ma il bambino cade e si ferisce uno zigomo. Nulla di grave, ma è il panico. Marina, invece rimane ferita a un braccio, anche per lei tanta paura, ma non ci sono rischi. Anche Andrea alla fine si troverà una ferita superficiale sulla gamba. Alla fine la famiglia sta bene, vengono anche trasportati al Santo Spirito per gli accertamenti. Sono increduli che hanno sfiorato la tragedia restando quasi illesi.

Ma Andrea ricorda quegli attimi con precisione: «Avevamo parlato proprio ad uno dei carabinieri, che stava transennando la piazza e ci aveva detto di tornare indietro. Ho rischiato di essere al suo posto. Quell’uomo in giacca e camicia poteva colpire anche me e soprattutto la mia famiglia. La differenza è solo di qualche metro, abbiamo rischiato di essere colpiti anche noi».

Per far passare la paura ci vorrà del tempo, ma l’importante è che nessuno di loro è stato ferito gravemente.

Gasparri condanna Grillo per l’attentato e Veltroni prende le difese del M5S

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«Urla, aizza, minaccia, esalta al qaeda e poi qualcuno spara. Chiare le colpe.Sappiamo chi ha incoraggiato i violenti. C’è chi ha se minato violenza, sappiamo bene chi sia, prima qualcuno delira poi arriva il disperato armato. C’è chi  ha invocato bombardamenti sui palazzi della politica poi uno va lì e spara ai carabinieri. Ci sono responsabilità evidenti. Un abbraccio ai carabinieri feriti. Avrà pure sparato un pazzo ma c’è gente che evoca violenza da troppi giorni in quelle vie di Roma».  Così il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri (Pdl), lancia accuse dai social network.
Infine, con un tweet, polemizza con Gianfranco Rotondi, suo compagno di partito, reo di aver preso le difese di Grillo affermando: «Nessuno speculi sulla vicenda di stamane con la sparatoria nei pressi di palazzo Chigi per associare il Movimento 5 stelle alla violenza. Il clima di attacco alla politica non è figlio di Grillo, al massimo ne ha tratto legittimamente vantaggio».

Secca la replica di Gasparri: «Solidarizza con i carabinieri, non con chi non lo merita».

Il Pdl si spacca quindi sulla sparatoria di Palazzo Chigi, con un Gasparri che, purtroppo, non riesce a guardare il disagio profondo che si vive in Italia. Sarebbe fin troppo facile e strumentale accusare Grillo che, al contrario, ha sempre professato la linea pacifica di protesta. La verità è che Gasparri non vuole vedere in faccia la gravissima condizione socio-economica che attanaglia il nostro Paese e si rifugia in un’accusa sterile e infondata.

Dal blog Grillo risponde seccamente:  «Ci discostiamo da questa onda che spero finisca lì perchè il nostro MoVimento non è assolutamente violento. Piena solidarietà alle forze dell’ordine e speriamo che sia un episodio isolato e rimanga tale».
Mentre in una nota congiunta i capigruppo del M5S Roberta Lombardi e Vito Crimi dichiarano «A nome di tutti i parlamentari del Movimento 5 Stelle esprimiamo la nostra ferma condanna per il folle gesto di violenza perpetrato poco fa davanti a Palazzo Chigi ed esprimiamo tutta la nostra solidarietà umana e civile ai tre Carabinieri in servizio ed al passante feriti. La democrazia non accetta violenza».

In soccorso di Grillo e dell’M5S arriva anche il Twitter di Walter Veltroni: «Ciò che è accaduto a Roma lo chiariranno gli inquirenti. Chiamare in causa, per il clima, il M5S è un errore grave e una strumentalizzazione». Lo scrive su twitter Walter Veltroni commentando la sparatoria davanti a palazzo Chigi.

Il tweet di Veltroni spazza via anche il “Chi semina vento raccoglie tempesta” di La Russa  «Abbiamo sempre sostenuto che la predicazione dell’odio e dell’abbattimento dell’avversario, che si manifesta anche col sistematico disturbo organizzato delle manifestazioni altrui a cui il centrodestra non si è mai accodato, può portare le persone psicologicamente predisposte all’uso criminale della violenza. Scontate le condanne anche sincere di ogni parte politica ma non basta per sentirsi tutti assolti. Ai feriti e all’Arma dei Carabinieri la mia totale vicinanza e solidarietà».

Quando riusciranno i nostri partiti a fare un “mea culpa” per la situazione in cui versa la popolazione italiana e smetteranno di ribalzarsi le colpe di partito in partito? Soprattutto quando smetteranno di trovare colpe  al M5S anche per una stella cadente?

Le immagini religiose sul sito dell’attentatore di Roma? Un fake?

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Alcune testate riportano la notizia che andando sul Facebook di Luigi Preiti, l’uomo che questa mattina ha aperto il fuoco davanti a Palazzo Chigi, mentre il governo Letta giurava al Quirinale, si può notare come il profilo sia invaso da immagini religiose. In particolare si possono vedere immagini del carcere di Rebibbia con la frase: “Misericordia di Dio speranza unica dei disperati, Confido in te”.

E’ poco probabile che il profilo sia quello dell’attentatore anche perché risulta un diploma di ragioneria conseguito nel ’92.

Inoltre c’è chi, in queste ore, si cambia il nome per assumere quello di Luigi Preiti e scrive:

“FESTA DELLA LIBERAZIONE DI STO C***O. ONORE AL DUCE BENITO MUSSOLINI. ONORE A TUTTI I CAMERATI ASSASSINATI. W IL FASCISMO. MORTE VIOLENTA PER TUTTI I DEPUTATI E SENATORI. DUCE! DUCE! DUCE!”

Perchè non vi è controllo su Facebook? Si sospendono profili per aver inviato un messaggio di troppo, ma non si condanna l’apologia fascista che la nostra Costituzione vieta? E’ intollerabile che si permettano queste violazioni alla Carta.

Le parole di Vendola sull’attentato di Palazzo Chigi!

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“Un disperato o pazzo spara ed è tutta colpa di chi dissente, di chi non si piega all’inciucio… Non sentite puzzetta di regime?”

Così il leader del Sel commenta l’attentato di oggi avvenuto a Palazzo Chigi che ha visto il ferimento di due carabinieri e l’arresto di Luigi Preiti, un ragioniere di Rosarno ceh da 20 giorni sembra che progettasse il gesto di protesta. Un uomo in crisi personale, un pazzo o forse qualcuno che con una notevole abilità e freddezza riesce a sparare al collo di un poliziotto che indossa il giubotto antiproiettile ferendolo gravemente e con altrettanta lucidità riesce a gambizzare un altro carabiniere prima di essere fermato? Quante persone, impugnando una pistola avrebbero tale precisione?

Letta giura, a Palazzo Chigi si spara… 1978: la fiducia di Andreotti, il rapimento Moro

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“Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della nazione”.

Mentre i ministri pronunciavano la formula di rito e firmavano davanti a Napolitano i loro incarichi, davanti a Palazzo Chigi si consumava la tragedia. Due momenti, due scene, due istantanee diverse di un Paese profondamente dilaniato.

Ci riporta indietro negli anni quando rapirono Aldo Moro proprio nel giorno del primo dibattito sulla fiducia al nuovo governo Andreotti IV.

Il rapimento Moro si collocò in quell’atmosfera pesante della fine degli anni 70 e nei giorni in cui si era in procinto di fare quel “compromesso storico” che doveva riavvicinare la Democrazia Cristiana al Partito Comunista Italiano.

Oggi invece la sparatoria, che sembra opera di un uomo in crisi, colpito da gravi disagi economici e personali, è avvenuta nel giorno del giuramento del governo Letta.

Quello che si deve analizzare è il contesto sociale in cui avviene: da una pressione fiscale insostenibile per molti cittadini, al problema della disoccupazione (soprattutto giovanile) e da quella sfiducia nel futuro che sembra trasversale a diverse generazioni. In un clima in cui gli italiani hanno perso anche gran parte del loro potere d’acquisto, sono incerti sul futuro e temono manovre finanziarie che possono gravare ancor di più su bilanci famigliari sempre più in bilico.

Si rapisce ( e in seguito si ucciderà) un uomo politico nel 1978, si spara ai carabinieri nel 2013… è sempre il disagio sociale e le politiche di governo che spesso non sanno dare risposte certe ai cittadini a innescare le micce delle ribellioni più violente. Oggi abbiamo avuto un segnale forte, un indicatore che deve farci riflettere non sul gesto di un emarginato, psicologicamente provato dalla crisi, ma su una rabbia crescente e sul bisogno imminente di dare nuove speranze agli italiani.  Non si può vivere solo nell’incubo economico, perché a vincere altrimenti sarà la violenza.

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E’ stato operato il cc Giuseppe Giangrande rimasto ferito davanti a P. Chigi.

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Si è preferito operare. Così al policlinico Umberto I di Roma il brigadiere Giuseppe Giangrande è stato sottoposto a un intervento  neurochirurgico per eliminare eventuali frammenti ossei dopo la sparatoria in cui è rimasto coinvolto questa mattina davanti a palazzo Chigi. A dichiararlo è stato il direttore della Dea dell’ospedale. Intanto la prognosi non viene sciolta.

Come si apprende dalle fonti ospedaliere del San Giovanni, l’altro carabiniere hala gamba destra fratturata.

Sconcerto e grande tristezza alla caserma Baldissera, sul Lungarno Pecori Giraldi a Firenze, sede del Sesto Battaglione Carabinieri Toscana, dove sono in servizio il brigadiere Giuseppe Giangrande e il carabiniere scelto Francesco Negri, feriti nell’attentato di stamani, davanti a Palazzo Chigi. Poca voglia di parlare fra i colleghi dei due militari – molti stanno andando a Roma per star loro vicino – che li definiscono ‘due bravissimi ragazzi, che si sacrificano. Questo – viene spiegato – e’ un lavoro che si fa solo con la passione, e’ un mestiere che chiede molto, che ti tiene lontano dalla famiglia e dagli affetti. Qua condividiamo tutto, esperienze di vita, tensioni, ansie e gioie’. Il contingente toscano era arrivato a Roma da qualche giorno ‘siamo a disposizione del Comando generale – viene aggiunto – che ci impegna non solo in Toscana, ma laddove ci sia bisogno: dalle emergenze di Lampedusa a quelle per la Tav, al servizio pubblico durante le partite’.

Giuseppe Giangrande, 40enne siciliano, è di origine siciliana, ma da anni vive a Prato.  Vedovo da due mesi, con una figlia 23enne che è corsa a Roma non appena ha appreso la notizia.

Accanto a Francesco Negri, il secondo carabiniere ferito c’è la compagna. Francesco, 30enne, originario di Torre Annunziata,  ha subito chiesto notizie del collega.

“Volevo colpire i politici” Preiti confessa!

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Preiti, l’autore della sparatoria a Palazzo Chigi di questa mattina, confessa il suo movente: “volevo colpire i politici”. Negli ultimi minuti sono emersi poi nuovi elementi per sul profilo dell’ttentatore. Sembrerebbe che Preiti abbia perso ingenti somme al gioco e versasse in  difficoltà economiche. L’attentatore già prima della separazione dalla moglie spendeva molti soldi alle slot machine e al biliardo. Proprio questo sarebbe tra i motivi che lo hanno allontanato dalla famiglia, facendogli perdere il lavoro. Intanto le scorte per i politici sono state rafforzate, mentre si cerca di abbassare i toni sugli scontri politici.

Lesioni alla colonna vertebrale per uno dei cc feriti a Roma.

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Si continuano a rincorrere le notizie sulla sparatoria di questa mattina che ha posto in nostro Paese in primo piano anche davanti all’occhi della comunità internazionale. Minuto dopo minuto si è cercato di ricostruire il folle gesto di un uomo che non lucidità e freddezza ha sparato su due carabinieri. E’ notizia dell’ultimo minuto che uno dei due avrebbe riportato alcune lesioni alla colonna vertebrale.

“Un tragico gesto criminale”, così Alfano in conferenza stampa

sparatoria palazzo chigi

Alfano, in conferenza stampa, parla di “tragico gesto criminale operato da un disoccupato di 49 anni che ha manifestato subito dopo l’intenzione di volersi suicidare”. Sembra Peiti non l’abbia potuto fare immediatamente perché aveva esaurito il caricatore. Il Ministro dell’Interno ha parlato poi delle condizioni dei due carabinieri feriti dall’uomo. Il brigradiere Giangrande, colpito al collo, è ora ricoverato al policlinico Umberto I in prognosi riservata. Il carabiniere scelto Negri ha invece riportato ferite da arma di fuoco ad entrambe le gambe. Entrambi i militari non sono in pericolo di vita. Il ministro ha proseguito parlando dei risultati del primo esame degli eventi: sarebbero riconducibili ad un gesto isolato su cui sono in corso ulteriori accertamenti mentre la situazione generale di ordine pubblico nel Paese non desta preoccupazioni. Nel frattempo sono stati comunque rafforzati i controlli presso gli obbiettivi a rischio. Alfano tiene infine ad informare che “il Consiglio dei Ministri ha espresso formalmente, per bocca di Presidente Letta, solidarietà all’arma dei carabinieri e alle famiglie delle vittime.” Il pensiero quindi è stato allargato a comprendere anche la famiglia di Tiziano Della Ratta, carabiniere ucciso ieri mentre cercava di sventare una rapina.

Domani in conferenza dei capigruppo verrà data la disponibilità a riferire immediatamente in Parlamento su quanto avvenuto oggi.

L’attentatore di Palazzo Chigi: “Ammazzatemi voi”. L’Angelus continua

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Tre persone ferite: due carabinieri ed una passante incinta. Questo il bilancio dell’attentato a Palazzo Chigi mentre era in corso la cerimonia di Giuramento del Governo Letta. Luigi Preiti, l’attentatore che in un primo momento è stato definito uno squilibrato e per il quale si è parlato di patologia psichica, è stato subito bloccato dalle forze dell’ordine e ferito nel corso di una collutazione. L’uomo, una volta che è stato gettato a terra, avrebbe implorato la morte: “per favore uccidetemi, ammazzatemi voi”. Queste le parole dirette alle forze dell’ordine a cui poi ha chiesto che gli fossero allentante le manette, perchè non sentiva il braccio. Intanto iniziano a sorgere dubbi sul suo stato mentale: la sua supplica lascia intuire che l’uomo potrebbe essere stato costretto a compiere il gesto o che comunque ci sia qualcuno alle sue spalle. Ci sono diversi indizi che testimoniano la sua lucidità: si è vestito in modo informale per attraversare la piazza non visto, l’arma era di piccolo calibro ed è stata estratta solo all’ultimo momento, inoltre l’uomo ha mirato al collo ed alle gambe, ossia ai punti non protetti dal giubbotto di sicurezza. Per lui accuse di tentato omicidio, porto e detenzione d’arma. Il fratello nega i problemi psichici raccontando della mancanza di lavoro, dopo aver perso il suo nel campo dell’edilizia, e del divorzio.

Anche l’Angelus di Papa Francesco ha rischiato di essere sospeso per questioni di sicurezza. Proprio stamattina, nel corso dell’omerlia, Papa Bergoglio si era rivolto ai ragazzi che stanno per ricevere la Cresima affermando che Dio “ci dà il coraggio di andare controcorrente, sentite bene giovani. Non ci sono difficoltà tribolazioni, incomprensioni che ci devono far paura”. Aggiungendo: “Giocate la vita per grandi ideali. Scommettete su grandi ideali, su cose grandi, non siamo stati scelti dal Signore per “cosine” piccole ma per cose grandi”.

Sparatoria a Palazzo Chigi: l’attentatore è affetto da patologia psichiatrica

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Si chiama Luigi Preiti l’uomo che ha sparato davanti a Palazzo Chigi mentre era in corso la cerimonia di giuramento. Di Rosarno, classe ’64, domiciliato ad Alessandria, Preiti è tornato nel paese d’origine due anni fa, a seguito del divorzio. L’uomo, affetto da patologia psichiatrica, ha dimostrato comunque oggi una certa lucidità: oltre al momento scelto per l’attacco, ha scelto di confondersi tra la folla indossando giacca e cravatta ed estraendo l’arma, una pistola di piccolo calibro, solo all’ultimo minuto. L’attentatore, quando è stato bloccato, avrebbe detto: “per favore ammazzatemi, uccidetemi voi”. Nel frattempo il ministro Mario Mauro ha raggiunto l’ospedale dove sono ricoverati i due carabinieri e la donna rimasti feriti durante la sparatoria. La donna, in stato interessante, ha riportato solo una ferita superficiale, per quello che riguarda i militari, non sono in pericolo di vita. A seguito dell’accadimento, il Consiglio dei Ministri è stato anticipato alle 13 mentre Enrico Letta e Angelino Alfano si sono chiusi in colloquio. Il ministro Cancellieri ha parlato di “fatto inquietante” ma non crede ci sia dietro “una regia”. Mentre dai due capogruppo del M5S arriva una nota scritta in cui, oltre a rammarricarsi per l’accaduto, affermano che “La violenza non si accetta in democrazia”. Tutte le forze politiche, del resto, condannano l’accaduto.

Violenza marocchina! Tenta di stuprare donna incinta, arrestato

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